(ANS – Bieruń Stary) – Nella parrocchia “San Bartolomeo” a Bieruń Stary, in Slesia, è stata celebrata la Messa di ringraziamento per la beatificazione di don Franciszek Miśka SDB, proveniente da questa comunità parrocchiale. Durante la liturgia, Mons. Grzegorz Olszowski, Vescovo ausiliare di Katowice, e don Marcin Pękała, parroco, hanno apposto nel registro dei battesimi l’annotazione relativa alla beatificazione del salesiano. Hanno partecipato alla celebrazione anche don Sylwester Jędrzejewski, salesiano di Cracovia, e numerosi fedeli e abitanti di Bieruń Stary, che hanno reso grazie per la beatificazione di don Miśka e degli altri suoi compagni salesiani martiri, riconosciuti beati a Cracovia il 6 giugno 2026.
L’Eucaristia celebrativa
“Sebbene la santità sia lo scopo della vita di ciascuno di noi e dell’intera missione della Chiesa, oggi ci riuniamo come comunità parrocchiale con il cuore colmo di gratitudine e gioia per lodare Dio per il dono della beatificazione di uno di noi, il beato don Franciszek Miśka. In questo tempio, presso questo fonte battesimale, ha avuto inizio il suo cammino di fede. Ringraziamo oggi il buon Dio per il dono della sua vita, per aver adempiuto fedelmente alla sua vocazione fino al martirio e per la santità confermata dalla Chiesa con l’atto di beatificazione”, ha affermato don Pękała all’inizio della celebrazione.
“Preghiamo insieme affinché il beato interceda per le grazie necessarie alla nostra parrocchia, a ciascuno di noi, e con il suo esempio ci insegni ogni giorno a seguire fedelmente la via del Vangelo” ha aggiunto ancora.
Nell’omelia, Mons. Olszowski ha ricordato che, tra i nove martiri salesiani beatificati il 6 giugno, cinque provenivano dalla Slesia e tra questi quattro erano nati all’interno dei confini dell’attuale Arcidiocesi di Katowice.
“I compagni di prigionia, ricordando gli ultimi momenti di vita del beato don Franciszek, hanno scritto che se n’è andato pienamente cosciente, consolando e incoraggiando gli altri confratelli a perseverare. Svolgeva i propri doveri con grande zelo e coscienziosità. Era sinceramente devoto e profondamente unito a Dio. La sua cordialità e apertura, la cura per gli allievi, per i parrocchiani e, infine, per i compagni di prigionia facevano sì che le persone nutrissero per lui rispetto e fiducia”, ha ricordato il vescovo.
Allo stesso tempo ha sottolineato che l’unione con Dio non significa una vita priva di problemi: “Anche il beato don Franciszek e gli altri beati nel loro cuore provavano vari tipi di incertezze, di paure… Forse temevano persino tutto ciò che li attendeva. Perché, miei cari, le paure, come dice la Parola di Dio di oggi, sono parte integrante della nostra vita. San Paolo, nella seconda lettura, spiega: Quindi, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato”.
Ha sottolineato inoltre che, nelle esperienze difficili, “non è Dio a voltare le spalle all’uomo, ma molto spesso è l’uomo a voltare le spalle a Dio. Ed è allora che iniziano le difficoltà, i problemi. È allora che iniziano timori di vario genere, paure di vario genere. Il beato don Franciszek ci ricorda che è possibile rimanere fedeli a Dio e alla Chiesa. È possibile superare queste diverse paure e timori, anche in circostanze estreme e avverse. Perché, cari amici, nessuno è in grado di privarci della nostra libertà interiore”.
E, per concludere, ha espresso questo augurio: “Possa l’esempio del beato don Franciszek Miśka essere per tutti noi un’occasione di riflessione sul nostro modo di essere cristiani in questo anno pastorale, che viviamo all’insegna del motto ‘Discepoli-missionari’. Siamo discepoli di Gesù Cristo e, al tempo stesso, missionari e testimoni. Che possiamo essere testimoni coraggiosi, che non si tirano indietro di fronte alle avversità e al sacrificio, anche a costo della vita. Prendiamo a cuore queste parole: ‘Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli’. Così hanno fatto i beati. Così ha fatto il beato don Franciszek. Che anche noi possiamo portare a compimento questo compito che ci è stato affidato”.
La nota nel registro dei battesimi
Un momento importante di ringraziamento è stato l’atto pubblico di iscrizione nel registro dei battesimi, accanto alla nota relativa ai sacramenti ricevuti da Franciszek Miśka, della Beatificazione di don Franciszek Miśka. Hanno apposto la loro firma il vescovo Grzegorz Olszowski e il parroco don Marcin Pękała. Non capita spesso, e forse in alcune parrocchie non è mai successo, che il parroco, insieme al vescovo, apponga nel registro dei battesimi la dicitura: “Beato”.
“È un grande evento” ha sottolineato il prof. don Jędrzejewski, autore di varie pubblicazioni dedicate ai beati martiri. Egli ha ringraziato i parrocchiani per aver mantenuto vivo il ricordo del beato originario della parrocchia, aggiungendo: “Questa chiesa domestica, locale, parrocchiale ha dato un uomo simile, un tale testimone della fede. Tutto ciò non è nato dal nulla. Non si acquisisce per caso. Questo si porta da casa, si porta dalla propria chiesa”. E ha incoraggiato i fedeli a rivolgersi ogni giorno con le proprie preghiere al beato don Miśka e a trarre ispirazione dal suo esempio, “affinché coloro che vivono oggi sappiano sopportare il martirio della coscienza, il martirio del coraggio nelle circostanze in cui oggi ci si trova a vivere… La proclamazione da parte della Chiesa di una persona come beata o santa non è solo un sigillo che conferma la sua salvezza, ma è la testimonianza di chi ha già percorso la via e deve attirare gli altri” ha concluso.
Fonte: Radio eM
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